Gruppo
          per lo studio
        e la pratica
      della Spada
    del Tiro con l'Arco
  e delle Arti Tradizionali
Giapponesi

Kyudo

kyudo 1 Il Kyudo è l'arte marziale del tiro con l'arco giapponese. Per secoli l'arco e le frecce furono per ogni combattente giapponese le armi principali. Originariamente chiamato Kyujutsu cambiò nome in Kyudo con l'avvento delle armi da fuoco, quando l'arco non venne più utilizzato in battaglia e la tradizione continuò come forma d'arte ed esercizio spirituale. Da qui il nome Kyu-do "via dell'arco" dove Via è inteso nel senso Buddhista del termine. Il Kyudo è un'arte pienamente sviluppata con un complesso sistema di teoria, pratica e tecniche: inizialmente era una varietà di stili diversi, poi però, con la riforma Meiji si volle che gli stili si unissero in un'unica disciplina. Nel Giappone feudale, i campi per il tiro con l'arco si trovavano nella casa di tutti i più importanti clan militari: l'arco e la spada erano le armi considerate "nobili" proprio perchè usate dai nobili e dai samurai; i comuni soldati invece usavano solo una lancia o una spada corta. Anticamente l'addestramento era molto particolare: bisognava colpire dei bersagli fissi con ripetuti tentativi. Ciò poteva essere fatto o in piedi di fronte al bersaglio o a cavallo: il secondo naturalmente era lo stile tradizionalmente considerato il più aristocratico. Ai giorni nostri il kyudo è diventata una disciplina focalizzata sulla forma e l'eleganza.

Il Kyudo nella storia

kyudo 2 I primi documenti storici giapponesi non ci parlano dell'arco come di un utensile usato per la sopravvivenza ma più come di uno strumento "religioso": infatti dal punto di vista musicale l'arco è da considerarsi il primo oggetto accordabile e, data la sua doppia valenza fu considerato un oggetto magico molto vicino agli dei. Fu solo secoli dopo che i giapponesi svilupparono una scuola di arcieria dove cominciarono i primi fondamenti della "via dell'arco". Tra la fine del VIII e il XII secolo le scuole di arcieria giapponese si spostano verso un'istruzione meno filosofica e cominciano ad apparire personaggi dalle grandi imprese rimasti tra realtà e leggenda. Il periodo Edo fu il periodo di transizione per la storia del Kyudo in Giappone. Il paese visse un'era di chiusura dal mondo esterno dando vita a un lungo periodo di pace che però portò l'arcieria quasi all'estinzione facendo si che l'unica arma impugnata dai samurai fosse la spada. Il forte legame alle tradizioni rimase e il mondo dell'arco non fu abbandonato ma si allontanò dal contesto marziale diventando cerimoniale. Nel 1868, durante la "Restaurazione Meiji", il Giappone si riapre al mondo esterno rinnovando l'assetto commerciale, politico, militare ed economico del Paese. Questo rinnovo però rischiò di mandare nell'oblio tutta l'antica tradizione dell'arco. Venne a crearsi uno stile molto simile a quello che oggi conosciamo non più come Kyuujutsu ma come Kyudo.

L'epoca moderna

kyudo 3 Purtroppo nel dopoguerra gli occupanti americani vietarono ogni forma di arte marziale, compreso il Kyudo. Solo nel 1949 la Zen Nihon Kyudo Renmei riproporrà dei nuovi canoni per il tiro con l'arco e per le cerimonie presentando così il Kyudo odierno. La pratica richiede applicazione e sensibilità, pazienza e forza di volontà. Cercare di migliorare, soprattutto da certi livelli è sempre più difficile, ma in questo sforzo, in questa tenacia in questa tensione al superamento dei propri limiti risiede l'insegnamento dell'arco giapponese. La scuola Heki Insai Ha è stata insegnata in Europa dal grande Maestro Caposcuola Inagaki Genshiro Yoshimichi (9° Dan Hanshi) che ha ricevuto l'incarico ufficiale dall'imperatore Hiroito di insegnarlo in una specifica facoltà di kyudo nelle Università giapponesi di Tsukuba e Waseda (dopo aver vinto, di fronte allo stesso, la gara nazionale indetta dall'imperatore). Per tantissimi anni il Maestro Inagaki è venuto anche in Europa (Germania, Finlandia e Italia) per insegnare il Kyudo a centinaia di arcieri europei. I suoi insegnamenti continuano a mantenere vivo lo spirito dell'arco giapponese, ben radicati nella scuola Heki di cui è stato un grande caposcuola indimenticabile.